|
Posizione di debutto: 4°
(Billboard 200 chart)
Posizione massima: 4 |
SAINTS OF LOS ANGELES
è il nono album in studio dei Mötley Crüe.
Pubblicato dalla Mötley Records e dalla Eleven Seven Music
nel giugno del 2008, ripropone la line-up originale.
L'intro è affidata a
L.A.M.F., un benvenuto satanico nella città di Los
Angeles. La linea di basso di Nikki accompagna poi in
Face down in the dirt, un inno all'anarchia ("Tutto ciò
che ho sempre voluto è stato infrangere le regole. Voglio
fare un sacco di soldi, ma non voglio andare a scuola. Non
voglio un vero lavoro, non voglio essere te"). What's it
gonna take è la risposta dei Crüe alle case
discografiche che li davano per finiti ("A loro non è
piaciuto il sound, non abbiamo seguito le mode e la radio ha
detto che è troppo rumorosa. L'abbiamo portata in strada
solo per dimostrare loro che sbagliavano. Sapevamo di aver
ragione, sì, l'abbiamo sempre saputo, è solo un'altra
battaglia"). Down at the Whisky è un tuffo negli anni
Ottanta, quando i quattro si esibivano al Whisky-A-Go-Go:
carichi come fucili, si divertivano a calcare le scene,
ubriacandosi sul Sunset Strip, spendendo i soldi in tatuaggi
e sigarette. Saints of Los Angeles è il primo singolo
estratto, di cui viene girato anche un video con la gang
vocal version, con i cameo di Jacoby Shaddix dei Papa Roach,
Josh Todd dei Buckcherry, Chris Brown dei Trapt e James
Michael dei Sixx A.M., il progetto parallelo di Nikki Sixx.
Con Mutherfucker of the year, il secondo singolo, i
ragazzi confessano di essere delle spine nel fianco, il
gatto più nero della strada, quello che tutti vorrebbero il
più lontano possibile. The animal in me è stata
scritta da Nikki sulla falsariga dei messaggini che si
scambiava all'inizio della sua relazione con Kat Von D,
tatuatrice losangelina ("Mi faccio domande sulle amanti che
ho avuto, giacevano nel mio letto con le mani legate. Ho
sempre saputo che non era abbastanza, perché quando ti ho
assaggiata ho trovato qualcosa in cui poter affondare i
denti... C'è qualcosa in te che nutre l'animale in me...
Voglio essere il tuo ultimo respiro prima che soffochiamo").
Welcome to the machine è una critica al sistema che
ti ruba l'anima per sfruttarti promettendoti privilegi che
non raggiungerai mai. Just another psycho ha un testo
schizofrenico ("Sono andato dal dottore, non è stato
sconvolgente quando mi ha detto che dovrei sapere di essere
solo un altro psicopatico... Ricoperto di immondizia, non è
il modo giusto di trattare qualcuno i cui sentimenti non
fanno del male. Non ho bisogno di un motivo per colpirti
solo per divertirmi. Terrorizzo la tua vita perfetta").
Chicks = Trouble riporta alla memoria Girls, girls,
girls: ragazze intraprendenti, registe della propria
vita ("Il dottore mi ha detto che avrei dovuto saperlo,
ragazze = problemi"). This ain't a love song parla di
due reietti che cercano di scappare dal loro passato
abbandonandosi a sesso, droga e rock n' roll. White trash
circus stabilisce chi è che comanda, cioè i Mötley
("Qualcuno mollerà, qualcuno morirà e a noi non frega un
cazzo perché siamo occupati a sballarci. Un altro processo,
un altro arresto, non cambieremmo niente perché lo adoriamo
da morire"). Goin' out swingin' è cameratismo misto a
testosterone: i Crüe sono una gang, si guardano le spalle
l'un l'altro, destinati a finire all'inferno solo per
raccontare un'altra storia.
Questo è rock old school,
arrabbiato, schietto. Non c'è posto per le ballad, qui si
incita alla rissa.
Saints of
Los Angeles
debutta alla quarta posizione della Billboard 200 album
chart negli USA (alla quarantasettesima in Italia) e vende
circa 99.000 copie nella prima settimana di pubblicazione.
Monica
Mancini
|