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Parto
alle 21.30 circa del 1 giugno dalla mia città, orario di
arrivo fissato: 7 circa. Poco prima delle 5 il treno ferma
nella stazione di Bologna e sale il mio compagno di
avventura.
Poco più di 9 ore di viaggio e per le 6.45 circa siamo a
Milano Centrale. Vagonate di 'metallari', 'rockers'
e 'glamster' sono visibili in diversi punti della
stazione...ma...è ora di muoversi, l'apertura porte è
fissata alle ore 10 e noi altro non abbiamo che qualche
indicazione riportata dal sito della manifestazione.
Metropolitana, Piazza S.Babila, poi bus e poi finalmente
Idroscalo di Milano. Come detto i cancelli apriranno alle 10....in
realtà l'avventura comincierà un oretta dopo ed
entreremo mentre la prima band made in Italy sta già
suonando. Dopo le band meno
conosciute ed i piacevolissimi Tigertailz salgono sul palco i Thin Lizzy che tributano la
loro eccellente performance al frontman di sempre
Phil Lynott
, morto di
overdose nel 1986. Poi è il turno degli Scorpions, quasi 2
ore di show ad altissimi livelli, con una scaletta imbastita
da grandi successi e pezzi del nuovo album, tralasciando
l'intramontabile Wind of change in favore di pezzi più
duri.
Breve pausa per controllare il sound mentre sul palco
vengono portati fuori
i cartelloni con il
simbolo di Libertad, il nuovo album dei Velvet Revolver.
Comincia ufficialmente il mio delirio, tra spintoni, urla ed
indelebili emozioni. La prestazione non è eccezionale, a
tratti band molto statica sul palco, uno Slash (idolo di
sempre) molto macchinoso, teatrale quasi, ma tuttavia le
emozioni che mi suscitano sono uniche, provabili poche volte
nella propria vita. Con It's so easy e Mr Browstone (cover dei Guns
N' Roses di cui fanno parte 3/5 della band) il pubblico è in
delirio mentre "la calma" ritorna con i nuovi pezzi di
Libetad, conosciuti solo dai più seguaci del gruppo, in
quanto l'album non è ancora sugli scaffali. Poi Wish you
were here dei Pink Floyd emozionante e la setlist va via
via ultimandosi. Ora è tempo di Crue: Dr. Feelgood
di apertura:
carica eccezionale anche se l'audio non è eccelso. Le hit di
sempre ci sono tutte: Wild Side, Shout At The Devil,
Girls
Girls Girls, Too Young To Fall in Love, Kickstart My Heart
ma sopratutto un emozionantissima Home sweet home con prima
strofa cantata da noi altri. Come uno show dei Crue che si
rispetti calca il palco una bella donzella vestita da
gattina sexy e dice: “Sono venuta a portare la guitarra da
Vincenzo. Vedo che siete tutti bagnati, soprattutto le donne
saranno bagnate. Ora vado a portare la guitarra a Vincenzo”
per eseguire Same Ol' Situation. Altre
2 hit e la prestazione termina qui. Io esco dal Gods ignaro
dell'encore - Anarchy in the UK - (che sentirò poi da fuori)...ma credo
di non essermi perso proprio nulla.
Alcuni aspetti considerabili a freddo mi hanno permesso di valutare
qualcosina di negativo: l'audio non al massino pur stando a
pochi metri dal palco e dalle casse, a tratti i soli di Mars non
coinvolgenti e ripetitivi, scaletta seppure con le hit
migliori eccessivamente striminzita (14 tracks)...tuttavia...abbiam coronato
il sogno di una vita...sono di parte ovvio, tra Crue,
ex-gunners, pioggia, fame e fango c'ho ragionato ben poco
sulle prestazioni a caldo.......ma........per uno (anzi due)
cui il Gods è stata la prima volta di Slash & co e Motley...voto
10. |