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E veniamo al R-Stage che
vedrà protagonisti nella veste di headliner The Saints Of
Los Angeles, proprio loro: MOTLEY CRUE!
Vince, Nikki, Tommy e Mick tornano al Gods e questa volta
guidano il carrozzone del Cruefest che però sarà totalmente
differente a quello visto in America.
[...]
Infatti, l'altra band già confermata sul Cruefest Stage,
sono gli attesissimi TESLA! Una band
imperdibile, Jeff Keih e soci per la prima volta sul palco
del Gods Of Metal! Da paura!
Le altre bands sono in via di conferma e saranno annunciate
a breve.
Data e
luogo del concerto
27 e 28
giugno 2009,
Stadio Brianteo di Monza
Infos
Prezzo del biglietto per un solo giorno 45,00Euro +
prevendita
Abbonamento per entrambi i giorni 90,00Euro + prevendita
Apertura cancelli ore 10.00 - Inizio concerti ore 10.45
Setlist
1 - Kickstart My Heart
2 - Wild Side
3 - Shout At The Devil
4 - Saints Of L.A.
5 - Live Wire
6 - Muthafaka Of The Year
7 - Don't Go Away Mad
8 - S.O.S.
9 - Primal Scream
10 - Girls, Girls, Girls
11 - Dr. Feelgood
encore
12 - Home Sweet Home
Le recensioni di voi fans:
Calda giornata in quel di
Monza sabato 27 giugno per la calata degli Dei del Metallo.
Dopo le esibizioni dei vari gruppi in scaletta, di cui su
tutti in assoluto Tesla ed Heaven & Hell (Ma perchè
chiamarli così...sono i Black Sabbath punto e basta), alle
23.00 è l'ora dei Masters of Disaster, dei King of Sleaze
per eccellenza... I Motley fucking Crue !
Due anni sono passati dalla
loro apparizione al Gods 2007, funestato da una pioggia
mitica, quindi l'attesa della gente presente è elettrica. Un
tendone che nasconde il Palco cade sulle note di
Kickstart my Heart e... quello che si pensava un delirio
si tramuta negli sguardi perplessi dei presenti.
Cosa sta succedendo ? I suoni sono pessimi, l'amplificazione
è ovattata e sembra che i suoni escano direttamente dalle
casse spia.
Ad ogni modo il tutto a poco a poco si sistema per lasciare
spazio all'esibizione della Band, che recupera velocemente
l'assetto.
Dall'ultimo album vengono proposti S.O.L.A. e
Mutherfucker of the year e devo ammettere che dal vivo
rendono bene.
Quello che mi lascia un po' perplesso sono però le molte
pause tra un pezzo e l'altro, oltre che a tratti mi sembrano
un pochino slegati tra loro.
Forse è proprio il caso di ammettere che 30 anni di eccessi
e la vita al limite inizino a pesare su uomini che dopotutto
hanno superato la 50ina.
Il povero Mick è sempre più prigioniero della sua malattia,
ma il suo compito lo assolve sempre. Vince.... Vince.... che
dire di colui che tutto sommato è sempre stato il punto
debole dei 4 ? La voce ormai è un'utopia... comunque è
sempre un frontman coi fiocchi. Nikki è apparso parecchio
sovrappeso, però ha sempre quel carisma e fascino intorno a
lui che basta un semplice gesto per incantare la folla.
E poi c'è T-Bone... beh... lui non invecchia mai, è sempre
il pazzoide di sempre (E grazie a Dio più sobrio del 2007
nel quale si soffermò su dei bestemmioni gratuiti di
dubbissimo gusto).
Il bis è dedicato ad una bella versione di Home Sweet
Home, mai eseguita in questa maniera, con Tommy al
piano, Mick accanto a lui ai quali si affiancano Nikki e
Vince con dolcezza, quasi a significare che dopo tutti gli
scazzi degli anni passati sono tornati ad essere una
famiglia unita (Salvo poi vederli andar via ciascuno su una
propria auto...)
L'ultimo a lasciare il palco ? Tommy ovviamente... che si
congeda con un rap improvvisato sui nomi dei 4 componenti e
la Band (If I say Motley... you say Crue... If I say
Tommy... you say Lee... etc.. etc...) e con la promessa del
loro ritorno, probabilmente dopo l'estate a quanto è stato
dato capire.
Insomma, il concerto è cmq stato uno show degno di questi 4
pazzi schizoidi. Anche se a tratti con il freno a mano.
Ma in fondo.... chissenefrega ? E' o non è pur sempre
fottuto Rock 'n' Roll ?
Calda giornata in quel di
Monza sabato 27 giugno per la calata degli Dei del Metallo.
Arriva finalmente, dopo un pomeriggio
di esodi e contro esodi, il momento dei due headliners della
giornata. Alle 21 spaccate, dopo l'intro di E5150, in una
suggestiva coreografia di gargoyles e catene, salgono sul
palco quattro leggende dell'heavy metal. Gli Heaven and Hell,
(chiamateli pure Black Sabbath, solo Ozzy s'offende!)
catturano gli animi delle migliaia di presenti in delirio
per loro. La scaletta prevede brani storici (Die Young,
Heaven and Hell, Neon Knights) alternati ai nuovi dell'album
tra cui spicca il singolo Bible Black che nulla ha da
invidiare, tutt'altro, ai "classiconi" dei vecchi Black
Sabbath. In barba ai suoi 67 anni ormai prossimi a suonare,
il folletto di Porstmouth si conferma una forza della
natura; calca il palcoscenico come un ragazzino e dimostra
una vocalità da fare invidia a chiunque. Tony Iommi appare,
contrariamente alle sue abitudini, molto mobile sul palco e
non ci risparmia qualche "corna", mansione solitamente
adibita a Dio (anche lui comunque non disdegnerà di
mostrarci le due mitiche falangi). Il pezzo principe rimane
ovviamente Heaven and Hell, con l'ormai celebre duetto nel
coro iniziale accompagnante il riff e un assolo di Iommi che
farà durare il pezzo quasi dieci minuti. Il tutto si chiude
con violente fumate in una luce rossa, su cui Dio compie un
inaspettato urlo da far balzare i più grandi del growl. Il
resto, è storia. Assoluti dominatori della scena, ci
salutano con Kneon Knights e una quantità indefinibile di
pletri che Iommi sfila dalla tasca acclamato dai suoi fans.
Il tempo di riprendersi dalla sbornia, che è già tempo
dell'ultima band della giornata; forse la più attesa e
titolata. Il sottoscritto, intanto, realizza di esser
riuscito nell'impresa di rimanere in prima fila per tutto il
Gods e nonostante il difficile arrivi proprio ora che la
gente comincia a calcare (e non poco) sulla sua schiena
riuscirà strenuamente a resistere (perdonatemi l'indegna
autocelebrazione) fino alla fine.
Ed eccoli, i quattro americani venuti a presentarci la loro
ultima fatica Saints Of Los Angeles che cominciano con una
intro da urlo. Dopo una breve intro, composta da una voce
che non chiedetemi cosa mai avrà detto, cade l'enorme telo
che copriva il palco e parte Kickstart My Heart, brano
quanto mai azzeccato per un'intro. La band è in buona forma,
la coreografia è tipicamente anni '80 molto colorata e
festaiola. La loro esibizione, nonostante qualche problemino
ai volumi e la prestazione vocale di Neil non eccelsa, sarà
straordinaria. Tommy Lee pesta sulle pelli come ai vecchi
tempi, Mick Mars appare in buona forma nonostante la sua
malattia e non manca di mantenersi sempre lucido e calmo
come è nel suo stile, Nikki Sixx ispirato, ma ha avuto forse
serate migliori. La setlist di fatto presenta in grandissima
parte brani storici, da Shout At The Devil a Dr. Feelgood e
solo i due singoli tratti dall'ultimo lavoro (Saints Of Los
Angeles e Mutherfucker Of The Year). Il pubblico comunque
avrà un'ora e venti circa di totale delirio e la band gioca
e scherza con esso. Il finale, come da copione, è riservato
alla ballad Home Sweet Home con Tommy Lee al piano. Si forse
un'ora e venti un po' poca, una band in buona condizione e
abbastanza ispirata per dar vita ad un bello show di rock
'n' roll, ma son convinto (riflessione a mente fredda) che
avrebbero potuto dare qualcosina di più. In ogni caso, poche
volte ho urlato e mi son divertito come in questa occasione
e conto di rivederli al più presto.
E' mezzanotte e mezza, e con passo lento, storto e con le
orecchie fischianti a dir poco mi avvio fuori dallo stadio.
Mai è stato più bello constatare, come nonosntate la
stanchezza, il rock, il metal riescano a farti tornare a
casa distrutto ma con una grandissima fottutissima voglia di
rifarlo altre mille volte!