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I Motley Crue prendono vita grazie al bassista Franklin Carlton Serafino Ferrano Jr, al secolo semplicemente Nikki Sixx, militante nella fine degli anni 70 in band quali London e Sister. Poco dopo Sixx iniziò a formare una propria band contattando, su consiglio dell’amico-chitarrista Greg Leon, un certo Tommy Lee (all’anagrafe Thomas Lee Bass) batterista dei Suite 19. In seguito all’abbandono di Leon i due membri della band reclutarono il chitarrista Mick Mars (ex White Horse e Vendetta) attraverso un annuncio sulla rivista The Recycler. La formazione era quasi al completo, ora mancava solamente il frontma. Vince Neil Wharton, amico di Lee sin dai tempi delle superiori fu convocato per un audizione ma rifiutò. In seguito poi allo sciogliersi della band di cui faceva parte in quel periodo, i Rock Candy, decide di rispondere ad una seconda convocazione da parte di Tommy, accettando di entrar a far parte della band. Il nome della band prende spunto da un idea di Mars: quando militava nei White Horse, un componente del gruppo chiamò lo stesso a mottley looking crew (alla lettera traducibile in "un'accozzaglia di disperati")e fu così che Mick suggerì il nome "Mötley Crüe" per il gruppo.
Formato
il gruppo prendono il via una serie di concerti tenuti a Los Angeles
che assicurarono in poco tempo alla band numerosi fans affascinati
dalle pirotecniche esibizioni dal vivo, dal look glam e shock
oltraggioso, spinto ed eccessivamente truccato e dalle leggende
legate al mondo del sesso e della droga che cominciano a ruotare
attorno alla band. Questo alone di popolarità spinse la band al
debutto con il primo studio album:
Too Fast
For Love,
datato 1981, che vende circa 20.000 copie e sforna ottime canzoni
quali Live Wire, Take Me To The Top, Public Enemy
#1, Come On And Dance e Starry Eyes.
Come in una qualunque storia di rock l’abuso di droga ed alcol è ordinaria amministrazione. L’8 dicembre 1984 Vince si schianta contro il muro degli abusi: mentre guidava ubriaco con al suo fianco l’amico Nicholas Dingley (alias Razza), batterista degli Hanoi Rocks, causò uno scontro frontale tale da far perdere la vita allo stesso amico. Vince fu accusato di guida in stato di ebbrezza e di omicidio colposo, condannato a 30 giorni di prigione, 19 dei quali scontati dietro il pagamento di una cauzione.
Il 4° album è Girls, Girls, Girls datato 1987, che debuttò al 5° posto della Billboard chart sino a raggiungere il 2° posto non molto tempo dopo. Circa un mese più tardi dall’uscita i riconoscimenti non mancarono: l’album fu riconosciuto nel luglio dello stesso anno come disco di platino ed alcuni dei pezzi dello stesso (Wild Side, All in the Name of..., You're All I Need e la title track Girls, Girls, Girls) andranno ad arricchire il repertorio delle perle dei Crue. Il seguente world tour dell’87/88 con gli Whitesnake porterà i 4 sul punto più alto della vetta: location sold out, spettacoli pirotecnici, show ad altissimi livelli ed i soliti eccessi che portarono Nikki Sixx a rischiare la vita per eroina. Il suo cuore smise di battere e fu dichiarato legalmente morto nella strada per l'ospedale, ma un medico riuscì sorprendentemente a riportarlo in vita somministrandoli due dosi di adrenalina al cuore. La situazione gli ispirò le parole di Kickstart My Heart, hit del successivo Dr. Feelgood. Tra il tour di Girls, Girls, Girls e l’uscita del 5° lavoro della band va registrata la loro permanenza in diversi centri di disintossicazione. Dr Feelgood – 1989 – è da annoverare tra i migliori della band: tracks quali la title track, la ballatona Without You, Same Ol' Situation e Don't Go Away Mad (Just Go Away) fanno tutt’ora parte dell’inossidabile repertorio Crue e ne risultano validissimi. L’album diventò il loro unico lavoro a raggiungere il numero 1 in classifica (pur debuttando alla 24esima posizione) e ci rimase per ben 109 settimane dopo il rilascio.
Nel
settembre del ‘91 esce una compilation riassuntiva intitolata
Decade Of
Decadence arricchita dalla presenza dell’ottimo inedito
Primal Scream. Alcuni eventi quali il non gradimento della nuova direzione musicale
che la band aveva intrapreso ed il complicato rapporto che si era venuto a creare con il resto del
gruppo, portarono Vince ad abbandonare la band, dedicandosi ai suoi progetti solisti
(da segnalare l'ottimo
Exposed).
Segue un periodo molto turbato per la band, per alcuni l’inizio di un vero e proprio declino o semplicemente e ragionevolmente il periodo che tutte le rockstar pagano dopo anni di vizi e stravizi. Vince e Tommy erano divisi tra droghe, alcool e pornostar, mentre le condizioni di Mick non erano ottimali in seguito alla malattia ossea da cui era affetto.
L’album
successivo è
Generation Swine (1997) atteso con notevole trepidazione
considerato il ritorno alla voce di Vince Neil: se il lavoro
precedente ci aveva fatto intuire quanto fossero mutate le sonorità
‘80s dei Crue ora ne avremmo un ulteriore conferma. Quest’ultimo
album infatti risulterà più soft, con un sound più ricercato e
melodico, piuttosto che nudo e crudo come gli albori di Too Fast For
Love e Girls, Girls, Girls. Il tutto lo si nota già dal singolo:
Afraid, tra i migliori pezzi dell’album. Seguiranno poi i soliti
anni delle raccolte: dal mai fuori moda
Greatest Hits –
1998 – alla raccolta delle b-sides –
Supersonic Demonics Relics – passando per il
Seguiranno anni di progetti solisti per i componenti storici dei Motley: Nikki suonò con i 58 ed i Brides of Destruction (sfornando l'ottimo Here comes the brides) di Tracii Guns, Tommy formò i Methods of Mayhem e si esibì anche come solista, Vince diede vita ad un tour come cantante solista pur cantando i pezzi storici dei Crue e Mick abbandonò temporaneamente i palcoscenici per ritirarsi a vita privata.
Nel 2001
esce nelle librerie mondiali Motley Crue
The Dirt – Confessions of
the World's Most Notorious Rock Band – libro autobiografico della
band scritto assieme a Neil Strauss. Il libro racconta la loro
storia con particolar occhio per gli eccessi vissuti nel corso degli
anni da rockstar. Sempre a livello bibliografico Tommy pubblicherà
la sua autobiografia nominata
Tommyland (2004) e tre anni più tardi sarà la volta di Nikki
Sixx con
The
heroin diaries (2007) nel quale racconterà la sua uscita dalla
spirale della droga.
"We're across
the street from the Erotica Museum and Frederick's of Hollywood.
This is a perfect place for us to be," bassist Nikki Sixx told an
estimated 600 screaming fans...”
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